Cosa rivelerò nell’app Mr. Allegri Tactics?

Cosa c'è in Mr. Allegri Tactics?

Il calcio è un gioco semplice. Lo credo fortemente e lo credo così tanto che sono convinto che la semplicità sia la cosa più difficile da mettere in pratica. A parte le grandi rivoluzioni tattiche che sono arrivate principalmente da modifiche di regolamento (il fuorigioco, il retropassaggio al portiere limitato ai piedi), tutto il resto sono state mode passeggere o evoluzioni dovute al cambio di metodo di lavoro e al miglioramento dell’efficienza fisica dei giocatori, che strutturalmente sono diversi da trent’anni fa.

La mia convinzione è che nessuno si inventi nulla ormai: tutti gli allenatori cercano di adattare il proprio sistema e le proprie convinzioni in base ai giocatori che hanno a disposizione, facendo vedere un calcio più o meno orientato all’attacco anche a seconda degli obiettivi che ci si prefigge. Pur non essendoci più il catenaccio (sostituito di fatto dalla famosa “densità” che molte squadre di medio-bassa classifica utilizzano per bloccare le squadre con più talento) in Italia culturalmente il “prima non prenderle” è alla base.

La mentalità che non dobbiamo accettare

A parole non piace a nessuno (me compreso), la realtà è però che tutti preferiscono pareggiare 0-0 piuttosto che perdere 3-2 giocando bene; legittimo, ma la cosa diventa svilente quando questo ragionamento avviene nel settore giovanile e addirittura nelle scuole calcio. E’ mai possibile interrompere una spirale negativa che porta tanti allenatori a pensare solo al risultato piuttosto che alla crescita del singolo giocatore e del collettivo?

In tutta sincerità non esiste una risposta secca valida universalmente. Bisogna distinguere tra le “prime squadre” e il settore giovanile, tra squadre professioniste di fascia alta e quelle di fascia medio-bassa, tra società sportive che possono permettersi di selezionare i ragazzi e quelle che creano un settore giovanile con il chiaro intento di far fare sport a tutti, cosa peraltro nobilissima. Io ho una mia idea al riguardo. Penso che la crescita formativa di un ragazzo avvenga attraverso delle precise basi di partenza.

Come filosofia di fondo credo che solo alzando il tasso tecnico dei ragazzi durante il periodo del settore giovanile si possa arrivare a dei risultati evidenti nel periodo agonistico in cui militeranno nella prima squadra. La scuola calcio ha un suo ruolo, il settore giovanile ne ha un altro e alla fine quando i ragazzi diventano dei giocatori e si devono affacciare al mondo dei ‘grandi’ diventa difficile interagire con chi non ha le qualità sufficienti. Possiamo fargli fare mille diagonali, insegnare la pressione alta, far provare più volte gli schemi ma se i giocatori non hanno la giusta prontezza cognitiva e una tecnica di base elevata come si fa ad ottenere risultati?

Mi spiego meglio. Fare un passaggio non significa passare la palla dal punto A al punto B, ma significa passare la palla alla giusta intensità, radente, predisposta per lo stop del compagno e possibilmente con l’intenzione di conquistare uno spazio di campo. Capacità di pensare velocemente e tecnica di base sono due pallini che porto avanti da sempre e ho voluto metterli al centro del metodo di lavoro che spiegherò nell’app insieme al mio staff.

Strutturare un percorso sulla base della mia esperienza, esercitazioni e fasi tattiche calibrate per la scuola calcio e il settore giovanile con l’obiettivo di far arrivare in prima squadra dei ragazzi che saranno formati nella maniera che io ritengo giusta. Quando si allena in prima squadra si danno per scontati alcuni concetti (e alcuni esercizi) ma molto spesso mi è capitato che non dovevo dare per scontato proprio nulla, e non nego di aver visto a ogni livello carenze che non esagero a definire allucinanti. Con la mia app mi piacerebbe aprire questo canale di comunicazione anche in maniera bidirezionale: io vi dico quello che penso e cosa mi piacerebbe venisse insegnato nelle varie categorie; voi lo potete imitare, adottare, adattare e addirittura migliorare. Potete anche consigliare esercizi e concetti tattici, io e il mio staff saremo aperti e valuteremo se inserirli all’interno dell’app.

Spiegherò quindi tutti i miei segreti nell’app? Le altre squadre potranno battere la Juventus perché leggeranno gli schemi di Allegri nell’app?

Rispondo direttamente a tutti quelli (tifosi e giornalisti in primis) che pensano che l’app possa dare dei vantaggi alle squadre avversarie che incontreranno la mia squadra. La risposta è semplice: no! Come ho accennato sopra nell’app ci saranno i miei principi e il mio metodo, sulla base di questo abbiamo costruito delle sequenze di esercitazioni ma non ci saranno gli schemi su calcio piazzato che la mia squadra proverà ad eseguire durante la prossima partita. Allo stesso tempo non ci sarà l’esercitazione specifica che farò fare ai miei difensori per affrontare una determinata squadra. Sarà invece possibile trovare gli esercizi per allenare alcune situazioni di gioco specifiche, magari le stesse che ho usato al Cagliari, al Milan o alla Juve.

Vi dico un segreto: nel calcio non ci sono segreti!

Per paradosso però potrei anche pubblicare quello che farò al prossimo allenamento e come preparerò la prossima partita. Sapete perché? Perché soprattutto nel calcio professionistico non esistono segreti. Gli addetti ai lavori sanno perfettamente di cosa sto parlando ma spiego per chi è poco avvezzo a questi discorsi. Conoscete la Match Analysis? Oggi abbiamo a disposizione qualsiasi informazione sui nostri avversari quasi in tempo reale (anche durante la partita). Gli specialisti della match analysis (che abbiamo pronta a grandi linee già la sera stessa dopo l’incontro e in maniera approfondita il giorno dopo) montano e smontano ogni azione e tendenza della squadra avversaria: quante volte un terzino va al cross dal fondo, quanti dalla tre quarti, le percentuali di successo di un cross, ecc.

Questo è il cosiddetto calcio delle statistiche (a cui peraltro do il giusto peso, al contrario della tendenza che forse esagera nel valutare le statistiche “all’americana” e quindi determinanti per il successo, come se il calcio non dipendesse da mille altre variabili). Stiano tranquilli i tifosi: nessun allenatore avversario scaricherà l’app per battermi perché ha già tutte le informazioni che gli servono attraverso altri strumenti.

Parlerò di un metodo cercando di aiutare le nuove leve

Il vero cambiamento però è che moltissimi allenatori grazie all’app potranno avere uno strumento professionale e delle esercitazioni che rispecchiano un metodo di lavoro di uno staff professionistico. Se avessi iniziato oggi ad allenare onestamente mi sarebbe piaciuto confrontarmi fin da subito con chi aveva più esperienza di me e alla fine dei conti l’obiettivo dell’app è proprio questo. Io sono stato fortunato perché ho avuto un maestro come Galeone che mi ha affiancato, ma quanti possono permettersi questo privilegio?

Per spiegare il concetto meglio vi faccio un esempio preso da un altro sport che amo molto, il basket. Si tratta di uno sport che ha veri e propri schemi al contrario del calcio (se escludiamo i calci da fermo): le squadre NBA giocano 82 partite e i playoff con massimo 10-15 schemi, che alla terza partita tutti conoscono; si può mettere in atto ogni contromossa possibile, ma Stephen Curry ogni partita segna comunque 30 punti. Ecco, a me piacerebbe confrontarmi con gli allenatori di calcio per far arrivare alle prime squadre quanti più Stephen Curry possibile. Nella peggiore delle ipotesi avremo comunque formato dei ragazzi insegnandogli a vivere seguendo dei principi sani di sport, come spiegato anche nel mio precedente articolo formare atleti e educare uomini.

il futuro è condividere e creare una comunità che collabora

Da quando mi sono affacciato al mondo dei social e della tecnologia mi è sembrato subito chiaro il cammino. Oggi non si può più stare dietro le scrivanie con i foglietti custoditi gelosamente affinché gli altri allenatori non possano copiare le proprie esercitazioni. Siamo nel 2015 e tutto è comunicato alla velocità di un click. Meglio far parte di questo cambiamento che subirlo in maniera passiva. Il futuro dell’applicazione (che a brevissimo sarà disponibile per gli store di Android e Apple) è quello di creare una comunità che collabora, partendo dal mio metodo e adattandolo alle proprie necessità: un metodo che rappresenta la mia visione del calcio, ma che può essere a sua volta aggiornato e migliorato grazie anche all’intelligenza e alla creatività degli utenti. Non avete idea di quante “illuminazioni” che vedete tra i professionisti vengono prese dalle giovanili, dai dilettanti e addirittura da altri sport!

Un saluto e buon lavoro a tutti,

Massimiliano Allegri                                          

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